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Quante buone ragioni per non riempire i bimbi di impegni

In passato i bambini tendevano a trascorrere molto tempo giocando in autonomia, mentre oggi è consuetudine proporre ai propri figli, anche molto piccoli, diverse attività strutturate. Spesso mamma e papà, avendo a disposizione una ricca offerta di attività extrascolastiche rivolte ai bambini, sono portati a iscrivere i propri figli a numerosi corsi, con l’obiettivo di offrire loro gli stimoli migliori e il timore di limitarli non iscrivendoli ad una determinata attività.
Se da un lato l’opportunità di accostarsi a diverse discipline arricchisce le esperienze e le competenze dei bambini, favorendo il precoce sviluppo di competenze specifiche (si pensi ad esempio all’apprendimento di lingue straniere o allo svolgimento di un particolare sport), dall’altro lato è bene non eccedere nel riempire l’agenda dei propri bambini, poiché anche il tempo libero ha un’importanza fondamentale. Diversi studi hanno evidenziato l’importanza del gioco libero durante l’infanzia, rilevando una correlazione positiva tra il tempo dedicato al gioco non strutturato e aspetti quali l’autostima, la flessibilità cognitiva e il successo sociale nell’adulto. Sappiamo che il gioco libero è fondamentale per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale dei bambini; quando i bambini si trovano a decidere liberamente come trascorrere il proprio tempo, infatti, hanno la possibilità di esplorare e consolidare i propri interessi e di imparare a gestire in autonomia le proprie attività. In questo modo i piccoli sviluppano abilità fondamentali quali la capacità di prendere decisioni, risolvere problemi ed esercitare autocontrollo, affrontando con creatività le difficoltà che incontrano nel raggiungere i propri obiettivi. Il bambino, attraverso il gioco di fantasia, interpreta ruoli differenti, migliora la propria comprensione di ciò che lo circonda e padroneggia meglio la realtà; allo stesso tempo, attraverso il gioco, affronta (e impara a gestire) emozioni che sarebbero difficilmente esprimibili a parole. Infine, il gioco libero in gruppo, magari al parco, aiuta lo sviluppo sociale e relazionale del bambino, favorendo la modulazione del proprio comportamento e la comprensione delle esigenze degli altri.
Questi elementi pongono in evidenza l’importanza di preservare degli spazi in cui il bambino possa dedicarsi al gioco libero, in particolare quando, frequentando magari già la scuola elementare, il bambino si trova a trascorrere molte ore al giorno svolgendo attività strutturate, guidate dall’adulto e basate su regole definite a priori e sull’importanza del risultato. Meglio quindi scegliere con cura attività extrascolastiche che occupino al massimo uno o due pomeriggi a settimana, in modo che siano presenti anche momenti di tranquillità e svago; in questo modo i genitori possono agire da filtro per mantenere un equilibrio adeguato che consenta il divertimento e l’impegno senza perdere di vista il benessere e la serenità del bambino. Avere del tempo da dedicare a ciò che desidera durante il pomeriggio consente al bambino di allentare la tensione, di poter scegliere se trascorrere del tempo con gli amici (rafforzando le relazioni interpersonali) e di giungere alla sera più tranquillo e riposato, con un beneficio per la qualità dei momenti condivisi con tutta la famiglia (quali la cena e il tempo che precede l’addormentamento). Un aspetto importante nella scelta di un corso è valutare che il bambino abbia un effettivo e personale interesse per l’attività proposta, in modo che questa non venga vissuta come un’ulteriore ed eccessiva richiesta potenzialmente causa di ansia e stress. Nella scelta è quindi importante confrontarsi con il bambino, tenendo conto della sua indole e delle sue inclinazioni e proponendogli di frequentare delle lezioni di prova; se il piccolo non manifesta interesse si può provare a invogliarlo evitando forzature, mentre se esprime entusiasmo possiamo sostenerlo cercando di non caricarlo di aspettative eccessive. Infine è bene tenere a mente che può accadere che il bambino si renda conto di non apprezzare l’attività scelta o chieda di cambiare corso, in questo caso, una volta appurato che effettivamente non si tratta di una richiesta momentanea, ma di una scelta consapevole e motivata, è meglio evitare di colpevolizzare il piccolo, cercando invece di aiutarlo a trovare l’attività per lui più adeguata.