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Quando si perde la pazienza: come gestire la rabbia nei bambini e la frustrazione nei genitori?

Durante l’infanzia i bambini si trovano frequentemente a confrontarsi con la rabbia, un’emozione universale, fondamentale per lo sviluppo emotivo e sociale, che consente al piccolo di comunicare il proprio malessere nel momento in cui avverte di aver subito ingiustizie, torti o soprusi. Per quanto faticose, le situazioni in cui i bambini sperimentano reazioni emotive intense sono importanti occasioni di apprendimento attraverso le quali, anche grazie all’aiuto di mamma e papà, i bambini possono imparare a gestire i propri vissuti emotivi. Infatti, un bambino che viene sostenuto nell’imparare a gestire le proprie emozioni, acquisirà importanti competenze (quali esprimere la propria frustrazione, cercare soluzioni e compromessi e risolvere i conflitti) che gli saranno utili anche una volta divenuto adulto. In questa fase della crescita, quindi, i genitori hanno il compito di accettare tutte le emozioni del bambino, consentendogli di esprimerle e guidandolo nel delicato percorso che lo porterà a padroneggiare le proprie reazioni. Tenendo a mente questo obiettivo è bene che i genitori mostrino al piccolo, anche attraverso l’esempio, che le emozioni negative possono essere accettate e gestite e che evitino sia di reprimere le esternazioni emotive del bambino, sia di amplificarne l’intensità. Per favorire una graduale maggior capacità del bambino di padroneggiare le proprie emozioni è importante che mamma e papà cerchino di mantenere la calma quando il piccolo si arrabbia e perde il controllo; in questo modo potranno aiutarlo a mettere in parola ciò che sta provando (ad esempio con frasi quali “so che sei arrabbiato perché volevi continuare a giocare e mi dispiace, ma è proprio l’ora di andare a dormire”) e a dare un significato ai propri comportamenti “vedo che sei proprio arrabbiato per questo motivo stai battendo i piedi in questo modo”. Solo una volta ristabilita la calma, invece, è consigliabile fare domande dirette al piccolo, utili a farlo riflettere su sé stesso e su quanto avvenuto. Anche l’umorismo può essere utile per ridurre la tensione e aiutare il bambino a trovare una via d’uscita da una situazione di scontro, ma bisogna prestare attenzione ad evitare derisioni e critiche che potrebbero da un lato far aumentare i vissuti di rabbia e dall’altro far vergognare e rendere insicuro il piccolo. Infine vanno privilegiati commenti rivolti al comportamento attuale (“non mi piace come ti stai comportando”), cercando di non utilizzare espressioni quali “ti comporti sempre male” o “sei cattivo” che tendono a etichettare negativamente il bambino nella sua totalità. Mamma e papà potranno aiutare maggiormente i propri figli se riusciranno a non interpretare i loro comportamenti come offese personali, adottando invece una prospettiva che gli permetta di riconoscere la fatica che fanno i piccoli nel tollerare di non poter fare ciò che vogliono. Se tuttavia il bambino esagera nel manifestare rabbia o atteggiamenti provocatori può essere utile un momento di pausa, che consenta al bambino di calmarsi e al genitore di ridurre la tensione, evitando che si insaturi un circolo vizioso negativo. Naturalmente può accadere che mamma e papà perdano la pazienza; queste occasioni possono essere sfruttate successivamente per riflettere e comprendere meglio le dinamiche presenti in questi momenti, arrivando così più preparati alla successiva situazione di tensione.
Le occasioni di scontro, per quanto fisiologiche e parte del naturale percorso di sviluppo del bambino, se eccessivamente ricorrenti possono determinare scontento familiare e riduzione della serenità della relazione tra genitori e figli. Per questi motivi può essere opportuno tenere a mente alcuni suggerimenti volti a favorire l’accettazione da parte del bambino di ciò che gli viene chiesto e a ridurre alcuni conflitti ricorrenti. Innanzitutto è utile creare delle abitudini e delle regole quotidiane (routine per momenti specifici, come ad esempio per l’ora di andare a dormire), poiché, se queste routine verranno fatte rispettare quotidianamente, diverrà naturale per il bambino compiere determinati gesti per i quali saranno molto meno probabili reazioni di rabbia. Anche per le situazioni che non rientrano nella routine, e in particolare per le attività per lui più faticose, è utile giocare d’anticipo, dando al piccolo un ampio preavviso. Un altro accorgimento è quello di coinvolgere il bambino in ciò che sta avvenendo, in modo da renderlo protagonista attivo, proponendogli ad esempio di scegliere tra diverse possibilità (quale maglietta indossare o in che ordine compiere le azioni necessarie per uscire) o rendendo più divertente l’attività da svolgere (ad esempio riordinare facendo una gara di velocità).