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Litigi tra bambini: il ruolo di mamma e papà

Accade frequentemente che i bambini si trovino a discutere e litigare tra loro; spesso, durante l’infanzia, le liti scaturiscono dal desiderio di possedere lo stesso gioco, come anche dalla presenza di opinioni differenti o dal voler ricoprire un determinato ruolo nel gruppo. Nella maggior parte dei casi questi litigi, che nascono dal bisogno di affermare sé stessi e di farsi rispettare, sono frequenti, ma di breve durata, infatti i bambini sono in grado di ristabilire rapidamente un equilibrio che consente loro di riprendere l’attività ludica condivisa.
Sappiamo che i litigi sono una componente fisiologica dello sviluppo e della crescita del bambino e favoriscono l’acquisizione di nuove competenze relazionali; infatti, attraverso occasioni di scontro e confronto con i coetanei, i bambini hanno l’occasione di sviluppare, gradualmente, la consapevolezza di dover adattare i propri bisogni alla realtà esterna, imparando ad assumere il punto di vista dell’altro e a trovare soluzioni creative per risolvere le tensioni. Al contrario, i bambini che vengono sgridati o puniti per i loro litigi tenderanno a sperimentare sentimenti di vergogna e, anziché acquisire competenze relazionali, impareranno a reprimere aspetti adattivi quali l’affermazione di sé e la ricerca di un confronto con gli altri. Teniamo anche presente che i bambini che apprendono strategie positive per la gestione dei conflitti porteranno con sé questo patrimonio di esperienze durante la crescita e saranno, quindi, adulti in grado di esprimere il proprio dissenso gestendo in modo efficace le relazioni interpersonali.
Come abbiamo visto, spesso i bambini trovano in autonomia soluzioni utili a risolvere le liti, tuttavia, se i piccoli non hanno ancora sviluppato adeguate capacità di gestione del conflitto, i genitori possono porsi come facilitatori. Per raggiungere l’obiettivo di favorire la comunicazione tra i due litiganti è bene, innanzitutto, che mamma e papà contengano la propria preoccupazione, supportando con calma e tranquillità i due bambini nella ricerca di una soluzione e tenendo a mente alcune indicazioni. Per favorire l’acquisizione di strategie relazionali nei bambini è fondamentale che i genitori evitino di esprimere un proprio giudizio e di cercare un colpevole (quindi evitiamo domande quali “chi ha iniziato?”, “chi è stato?” anche quando sono i bambini stessi a interpellarci in qualità di giudici), fornendo invece un ambiente affettivo e non giudicante. Mamma e papà possono intervenire durante lo scontro proponendo ai bambini di parlare tra loro a turno di quanto avvenuto, e, se necessario, aiutandoli ad esprimersi attraverso riformulazioni o domande; in questo modo si aiuta il bambino a trasformare le emozioni in parole, permettendogli di affermare sé stesso e al contempo favorendo la comprensione reciproca. Qualora l’espressione verbale fosse troppo difficoltosa, si possono utilizzare alcuni accorgimenti, quali proporre ai bambini di esprimersi attraverso biglietti scritti e disegni, o scandire il tempo in cui un bambino si pone in ascolto dell’altro attraverso ausili esterni (un orologio, una clessidra). Una volta che i bambini sono riusciti a esprimere emozioni, desideri e incomprensioni connesse al litigio, i genitori possono chiedere ai piccoli di immaginare una soluzione creativa, che potrà essere scritta o disegnata.
L’adulto, quindi, nel suo ruolo di facilitatore, agisce favorendo la riflessione, aiutando i bambini a prendersi un tempo per mettere in parola (o in disegno) le loro emozioni e, ascoltata la versione dell’amico, sviluppare possibili soluzioni. In questo modo i bambini impareranno gradualmente a mettere in pratica le nuove strategie acquisite, divenendo sempre più indipendenti dalla presenza dell’adulto, riducendo il numero di conflitti e sviluppando in autonomia soluzione creative.