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La capacità di concentrazione: come funziona nei bambini in età prescolare

I bambini piccoli, impegnati a scoprire ed esplorare il mondo che li circonda, spesso faticano a concentrarsi su una singola attività e vengono distratti molto facilmente. Gradualmente, durante i primi anni di vita e con modalità variabili da bambino a bambino, si sviluppano le capacità di attenzione e concentrazione; così, mentre un bambino a due anni tende a passare da un gioco all’altro dedicando ad ogni attività pochi minuti, verso i quattro anni sarà in grado di triplicare il tempo dedicato a una specifica attività. L’attenzione e la concentrazione sono competenze fondamentali poiché alla base della possibilità di imparare e di raggiungere i propri obiettivi, in particolare con l’avvicinarsi dell’ingresso alla scuola elementare, quando ai bambini sarà richiesto di stare seduti, ascoltare le insegnanti e concentrarsi sulle attività didattiche. Sappiamo, infatti, che i bambini con bassi livelli di concentrazione e attenzione incontrano spesso difficoltà nello svolgimento di questi compiti. Per favorire la concentrazione del bambino può essere utile adottare alcuni accorgimenti, soprattutto in vista dell’inizio della scuola.
Innanzitutto bisogna sempre tenere a mente che le capacità di concentrazione dei bambini in età prescolare sono naturalmente inferiori a quelle di un adulto (ad esempio un bambino di cinque anni può mantenere la concentrazione su un compito per circa cinque minuti), di conseguenza è importante evitare di avere pretese irrealistiche, che avrebbero l’effetto di generare inutili frustrazioni. Per aiutare il bambino a concentrarsi su un’attività è bene prestare attenzione a limitare, soprattutto inizialmente, le distrazioni, sia sonore che visive, creando un ambiente calmo e tranquillo; a questa età, infatti, i piccoli tendono a prestare particolare attenzione a ciò che avviene intorno a loro e, in presenza di distrazioni (come la televisione accesa o un ambiente con molti giochi), faticano a concentrarsi su uno specifico compito. Con questo obiettivo può essere utile osservare il comportamento del bambino, in modo da capire quali elementi lo distraggono più facilmente e poter intervenire per ridurne l’influenza.
Sappiamo che la concentrazione e l’attenzione del bambino sono sostenute e rafforzate dalla motivazione del piccolo allo svolgimento di una specifica attività. A questo proposito mamma e papà possono avere un ruolo attivo per favorire l’interesse del bambino per lo svolgimento di attività quotidiane, sia ponendosi come esempio e proponendogli di sperimentare diversi tipi di attività, sia prestando attenzione a cogliere e rinforzare segnali di particolare interesse manifestati dal bambino. Una volta individuata un’attività stimolante i genitori possono gradualmente incoraggiare il piccolo ad aumentare il tempo di attenzione (sempre nell’ambito di quanto adeguato per l’età, passando ad esempio da tre a cinque minuti), attraverso l’utilizzo della gratificazione e del rinforzo (complimentandosi con il bambino per i risultati raggiunti). Teniamo a mente che per i bambini le lodi dei genitori sono un’importante stimolo positivo, mentre sarebbe meglio evitare critiche non necessarie, che rischiano di avere come conseguenza una riduzione della motivazione. Al contrario, attraverso i rinforzi positivi, che possono essere ad esempio indirizzati a valorizzare l’impegno mostrato, i genitori possono sostenere il piccolo nello svolgimento di attività complesse, aiutandolo a sviluppare capacità di tolleranza della frustrazione.
Può anche accadere che i bambini manifestino, in alcuni periodi, una riduzione delle capacità di attenzione; in questi casi, poiché può essere che il bambino sia distratto da pensieri o preoccupazioni o che stia vivendo un periodo particolarmente faticoso, è opportuno che i genitori prestino attenzione a comprendere i vissuti del bambino e a ridurre le fonti di sollecitazione e stress. Infine, se le figure che si occupano del bambino (genitori, educatori, insegnanti) dovessero rilevare la presenza di marcate e costanti difficoltà nel mantenere l’attenzione e la concentrazione previste per l’età, sarebbe bene effettuare un approfondimento in modo da valutare eventuali difficoltà specifiche a fronte della quale intervenire nel modo più appropriato per favorire il benessere del bambino.