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Il ruolo del papà nelle nuove famiglie

Un tempo il ruolo del padre era spesso caratterizzato da distanza affettiva, autoritarismo e tendenza a occuparsi principalmente del sostentamento economico della famiglia. Oggi, invece, assistiamo a una grande trasformazione all’interno della famiglia che, sempre più frequentemente, vede i genitori impegnati a condividere i compiti di cura dei figli. In questo contesto le competenze dei papଠsono spesso simili a quelle delle mamme: infatti, entrambi si occupano sia di aspetti pratici - quali le cure fisiche, il cambio del pannolino, il bagnetto - che di aspetti emotivi.
Questo cambiamento, avvenuto gradualmente negli ultimi cinquant’anni, è in parte connesso a una evoluzione dei ruoli e degli stereotipi all’interno della società che ha portato a una nuova concezione di paternità e famiglia. La diffusione di queste nuove organizzazioni familiari ha spinto i ricercatori, un tempo concentrati principalmente sul legame madre-bambino, a indirizzare i loro studi verso l’influenza dei nuovi papà sullo sviluppo del bambino.
Da questi studi emerge che il coinvolgimento del papà nell’accudimento contribuisce, fin dai primi mesi di vita, ad arricchire lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino. Infatti, i bambini che sperimentano la partecipazione attiva del papà alla loro crescita manifestano una miglior competenza linguistica, maggiori abilità cognitive e sono più in grado di affrontare lo stress e la frustrazione. Inoltre, risulta che la presenza del padre fin dalla prima infanzia tende a rendere i bambini più sicuri e più propensi ad esplorare l’ambiente che li circonda, mentre, una volta cresciuti, influisce positivamente sul rapporto con i pari.
D’altra parte, nonostante sia presente una sempre maggior somiglianza nel ruolo svolto dalle mamme e dai papà nei confronti dei bambini, si possono rilevare anche alcune piccole differenze che consentono di arricchire ulteriormente lo sviluppo dei piccoli: ad esempio, generalmente i padri tendono a dedicare più tempo al gioco con i figli che, anche attraverso questa attività, imparano a regolare le emozioni, ad affrontare nuovi compiti e a gestire il proprio comportamento. Inoltre, solitamente i papà tendono a promuovere maggiormente l’indipendenza e la relazione con il contesto esterno, favorendo lo sviluppo di una maggior sicurezza e di migliori competenze sociali.
Più in generale, i benefici derivanti dal coinvolgimento del papà nell’accudimento del bambino possono essere ricondotti a due importanti fattori. Innanzi tutto, la possibilità di relazionarsi a una mamma e a un papà coinvolti e presenti consente al bambino di ricevere stimoli differenti, legati alle diverse caratteristiche dei suoi genitori: questa ricchezza di stimoli e varietà di atteggiamenti arricchisce lo sviluppo del bambino, favorendo l’acquisizione di maggiori competenze cognitive e di regolazione emotiva. In secondo luogo, un altro aspetto da considerare è l’influenza positiva sul clima familiare e, di conseguenza sullo sviluppo del bambino, data dalla presenza del papà: solitamente, infatti, i padri sono coinvolti nella vita familiare come conseguenza di un desiderio loro e della loro partner. La possibilità di condividere il compito di crescere i figli consente a entrambi i genitori di avvertire vicinanza emotiva con i piccoli e, al contempo, di portare avanti obiettivi lavorativi, favorendo la soddisfazione personale e il benessere della relazione di coppia.