gli approfondimenti
Torna agli approfondimenti

Il mal di pancia in età scolare

I bambini in età scolare soffrono frequentemente di episodi di mal di pancia; in alcuni casi il malessere può essere simulato dal bambino con l’obiettivo di non andare a scuola, ma nella maggior parte delle situazioni è presente un reale dolore fisico che può avere una causa organica o psicologica. Se il bambino lamenta mal di pancia ricorrenti è bene valutare se sono presenti altri segnali che possono indicare la presenza di un disturbo fisico (disturbi gastrointestinali, febbre, difficoltà ad andare in bagno) e contattare il proprio medico di fiducia. Qualora il medico dovesse escludere una causa organica sarebbe utile valutare la presenza di eventuali fattori stressanti; infatti, se il bambino lamenta ricorrenti mal di pancia che si presentano spesso in occasioni particolari (come ad esempio prima di iniziare la scuola, di una verifica o di un saggio) è probabile che i fastidi fisici siano determinati dal suo stato emotivo. L’ansia, infatti, si esprime frequentemente anche attraverso dolori addominali, tanto che una percentuale variabile tra il 5 e il 20% dei bambini soffre regolarmente di mal di pancia per i quali non è stata individuata una causa medica. Questo avviene poiché lo stomaco è ricco di connessioni nervose, tanto da essere considerato da alcuni studiosi come un “secondo cervello”. Il fatto che i dolori siano causati dallo stress non vuol dire che siano meno fastidiosi o causino meno sofferenza al bambino; proprio per questo è importante accogliere e ascoltare seriamente le esternazioni dei propri figli, anche qualora sia stata esclusa una causa medica.
Una volta individuata una connessione tra vissuti emotivi negativi (ansia, preoccupazione) e il dolore addominale è bene che mamma e papà si interroghino sul particolare periodo che il bambino sta vivendo, in modo da comprendere quali possono essere le situazioni per lui più problematiche da affrontare. Questo compito è particolarmente importante poiché i bambini spesso non sono in grado di tradurre in parole ciò che li disturba; inoltre, in molti casi, la correlazione temporale tra evento stressante e mal di pancia non è immediata.
Le cause della tensione che sta vivendo il bambino possono essere molteplici: può essere, ad esempio, che il bambino abbia difficoltà a fronteggiare specifici eventi stressanti (quali una relazione conflittuale con un insegnante, il timore di essere trattato negativamente dai coetanei o di sentirsi male in ambiente scolastico), che sia presente ansia da separazione o ancora che il bambino stia affrontando un periodo di tensioni familiari o una perdita. Inoltre, in alcuni casi, il mal di pancia può essere sostenuto da effetti secondari, come la possibilità di evitare verifiche e interrogazioni o la maggior presenza di attenzioni e cure da parte dei genitori durante periodi di malattia del bambino.
In linea generale i genitori possono aiutare i propri figli nel fronteggiare i dolori addominali causati dall’ansia favorendo l’utilizzo di strategie di rilassamento, riconoscendo e accogliendo il malessere del bambino (senza cercare, quindi, di negarne l’esistenza) e al contempo spronandolo a svolgere ugualmente le attività quotidiane (“so che ti fa male, fai del tuo meglio”); in questo modo, pur accogliendo la sofferenza del piccolo, eviteranno di rinforzare i comportamenti connessi alla malattia favorendo invece la ricerca di strategie più funzionali per affrontare le situazioni. Inoltre, mostrandosi affettuosi e supportivi, mamma e papà potranno incoraggiare i propri figli e infondere loro fiducia nella possibilità di riprendere a svolgere le normali attività. In ogni caso, in presenza di frequenti e ripetuti episodi di mal di pancia che impediscono lo svolgimento delle normali attività e interferiscono con la frequenza scolastica e una volta esclusa una causa medica, è importante che i genitori si rivolgano a uno psicologo che, individuata la fonte del malessere, possa attuare interventi mirati per gestire le specifiche difficoltà del bambino, in sinergia con il medico di fiducia e gli insegnanti.