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I bambini e la musica

Numerose ricerche hanno evidenziato i benefici effetti della musica sullo sviluppo dei bambini; l’esposizione a melodie e canzoni, infatti, influisce positivamente sullo sviluppo del linguaggio, nonché sulle competenze sociali ed emotive dei piccoli. La musica ha un ruolo importante nella nostra cultura ed è presente in diversi aspetti della nostra vita quotidiana (basti pensare ai programmi televisivi, agli spettacoli o alle cerimonie) e solitamente viene istintivamente utilizzata dai genitori per confortare e calmare i loro bambini nonché per manifestare loro amore e gioia.

Tenendo a mente la presenza di effetti positivi sullo sviluppo del bambino, mamma e papà possono accompagnare e sostenere la naturale propensione dei bambini alla musicalità e al ritmo adottando alcuni semplici accorgimenti. Innanzitutto è bene proporre un ambiente stimolante dal punto di vista musicale fin dalla più tenera età; infatti sappiamo che, già nella vita intrauterina (in particolare dall’ultimo trimestre di gravidanza) i piccoli sono in grado di percepire i suoni che li circondano, tra cui le melodie e le voci che ritroveranno dopo la nascita. Durante i primi mesi di vita i bambini appaiono particolarmente sensibili ai suoni, loro principale canale di comunicazione, e, con il trascorrere delle settimane iniziano a manifestare reazioni differenziate a seconda di ciò che ascoltano. Lo strumento da privilegiare per avvicinare i piccoli alla musica durante la prima infanzia è la voce e, in particolare, la voce di mamma e papà, che coniuga l’esposizione alla melodia e l’affettività. Come abbiamo visto, cantare con i propri figli promuove le competenze linguistiche e comunicative dei bambini; infatti, durante l’età prescolare, attraverso l’ascolto delle prime canzoni e filastrocche, i piccoli apprendono gradualmente l’intonazione della lingua, con effetti positivi sull’apprendimento linguistico e sulle successive capacità di riconoscere timbri e suoni. Al contempo sappiamo che, condividere con mamma e papà momenti gioiosi connessi alla musica e al ballo, rafforza il legame tra genitore e figlio e promuove le competenze motorie e di coordinazione del bambino.

Quando il bambino è piccolo, inoltre, canzoncine e filastrocche possono essere utilmente utilizzate per scandire i principali momenti della giornata, rafforzando le routines quotidiane. Durante gli anni successivi mamma e papà potranno ampliare sempre più le proposte musicali rivolte ai loro figli, attingendo ai generi che preferiscono, con l’accortezza di scegliere brani facilmente orecchiabili ed evitando di relegare la musica a sottofondo di altre attività. La condivisione della passione del genitore per la musica sarà un utile stimolo per il bambino e sosterrà il suo interesse durante la crescita.

Dall’età prescolare sarà possibile proporre ai piccoli di partecipare a corsi di avvicinamento alla musica, privilegiando percorsi con un approccio ludico, che permettano al bambino di accostarsi al mondo della musica attraverso la voce, il ritmo e l’utilizzo di semplici strumenti. In questi casi è sempre importante promuovere e sostenere l’interesse spontaneo del bambino, partecipando con entusiasmo alle sue scoperte e ai suoi progressi. Se il piccolo manifesta interesse, a partire dai 4/5 anni è possibile proporgli di partecipare a corsi propedeutici per l’utilizzo dei primi strumenti (pianoforte, flauto, violino).

A partire da questa età, pur permanendo un approccio ludico, sarà gradualmente necessario trasmettere al bambino, accanto all’entusiasmo e al piacere del suonare, la consapevolezza che, per apprendere, è necessario impegnarsi e perseverare, scontrandosi magari con iniziali fatiche. La passione dei bambini sarà sostenuta dall’aver sperimentato, fin dall’infanzia, un ambiente ricco di musica, nonché dall’entusiasmo dei loro genitori nel coinvolgerli nella vita musicale della famiglia (scelta dei brani, condivisione di eventi musicali o della passione per uno strumento). Se poi, in alcune occasioni, il bambino sarà tentato di abbandonare il percorso musicale, sarà utile incoraggiarlo nel portare avanti l’impegno preso, aiutandolo a visualizzare i benefici a lungo termine, senza tuttavia forzarlo eccessivamente. Qualora il bambino mantenesse il desiderio di cambiare attività alla conclusione del corso avviato, sarà bene accogliere la sua richiesta, evitando eccessive colpevolizzazioni; in questo modo il bambino potrà mantenere un buon rapporto con la musica e sarà più invogliato a riprendere, in futuro, lo studio di uno strumento.