gli approfondimenti
Torna agli approfondimenti

Educare al rispetto delle diversità culturali

Durante la nostra vita quotidiana ci troviamo frequentemente a incontrare persone con tradizioni, linguaggio o caratteristiche fisiche diverse dalle nostre. Affinché i nostri figli siano in grado di relazionarsi con tranquillità e serenità con gli altri e vedano le differenze come una ricchezza è importante prestare attenzione al tema dell’educazione al rispetto delle differenze culturali. Innanzitutto, per consentire al bambino di apprezzare le altre culture, è importante aiutarlo a costruire un’immagine positiva della propria cultura, rafforzandone appartenenza e valori. Con questa premessa sarà possibile sottolineare ciò che accomuna e ciò che differenzia le tradizioni e le abitudini dei diversi paesi, in modo che il bambino possa apprezzare la presenza di diverse culture che coesistono.
Per educare al rispetto delle diversità culturali mamma e papà potranno incoraggiare valori quali la tolleranza (intesa come accettazione della persona nella sua totalità) il rispetto e l’accettazione delle differenze, insegnando ai propri figli a trattare gli altri come vorrebbero essere trattati loro stessi. Tali aspetti saranno una risorsa nella crescita dei bambini, poiché consentiranno loro di vivere serenamente le relazioni interpersonali, di mettersi in gioco all’interno di gruppi di coetanei (a scuola come sul lavoro) e di vivere nuove esperienze. Con questo obiettivo è bene ricordare che siamo un esempio per i nostri figli e che, di conseguenza, quando esprimiamo giudizi e pregiudizi, li trasmettiamo loro. Accade infatti che i bambini, molto attenti a ciò che diciamo, prendano alla lettera generalizzazioni o frasi dette con superficialità, magari riproponendole in altri contesti. Al contrario, quando i bambini vedono che i genitori non aderiscono agli stereotipi e si relazionano con le altre persone indipendentemente dalle differenze, imparano il rispetto reciproco e a valorizzare le diversità.
Per promuovere occasioni di contatto con altre realtà si può incentivare la naturale curiosità dei piccoli, sfruttando le molte occasioni che si presentano; ad esempio scegliendo giochi o libretti che aiutano a comprendere e sperimentare le abitudini dei bambini di altri paesi, introducendo l’utilizzo di diverse lingue o sperimentando insieme nuovi sapori. Accade poi che i bambini, naturalmente curiosi di ciò che li circonda, pongano domande ai loro genitori su ciò che vedono, a volte creando situazioni di imbarazzo o difficoltà. In questi casi, anziché cercare di portare via il bambino o distrarlo, lasciando quindi intendere che c’era qualcosa di sbagliato nella domanda posta, è bene cogliere l’occasione per fornire risposte il più possibile semplici e oggettive. Ad esempio, se un bambino chiede come mai alcune persone indossano un copricapo, si può spiegare che è previsto dalla loro religione, mentre se chiede come mai una persona ha un colore della pelle differente, si può spiegare che la pelle, come i capelli o gli occhi, può essere di diversi colori e dipende dal colore della pelle dei propri genitori. Successivamente si possono approfondire gli argomenti, fornendo informazioni aggiuntive su una determinata cultura e spiegando i motivi per cui non si condividono certe opinioni, abitudini o stili di vita.
Man mano che i bambini crescono si può parlare apertamente di argomenti quali l’etnia, la religione, le somiglianze e le differenze culturali in modo da favorire il ragionamento autonomo e le attitudini non discriminatorie. In molti casi, una volta avviato il discorso, saranno i bambini stessi a mantenere un dialogo su questo tema, rivolgendosi a mamma e papà per chiarimenti rispetto a frasi sentite in televisione o durante discussioni con amici.
Come sappiamo, quando i bambini non acquisiscono le competenze sopra elencate, possono trovarsi in difficoltà nel confrontarsi con altri percepiti come “diversi” e vissuti, di conseguenza, con timore e può accadere che mettano in atto comportamenti discriminatori. Se un bambino si trova a subire in prima persona episodi negativi nei quali viene discriminato è importante che i genitori lo confortino, rassicurandolo e cercando di comprendere l’origine delle difficoltà incontrate. Mamma e papà possono sostenere il figlio nell’affrontare queste situazioni in modo assertivo, affermando cioè il proprio punto di vista senza essere prevaricato o prevaricare gli altri. Inoltre, pur ricordando al piccolo che in caso di bisogno mamma e papà sono sempre al suo fianco, quando si tratta di episodi lievi e la situazione è sotto controllo, è bene lasciare che sia il bambino a gestire in prima persona le piccole difficoltà, in modo che possano divenire un’occasione di apprendimento e crescita.