gli approfondimenti
Torna agli approfondimenti

Comportamenti aggressivi dei bambini all’asilo

La rabbia è un’emozione naturale con cui sia gli adulti che i bambini si trovano a confrontarsi, ciò che può cambiare è la modalità con cui ciascuno gestisce ed esprime le intense emozioni che sta vivendo. Nei bambini la rabbia può essere un modo per esprimere i vissuti che sperimentano di fronte a un rifiuto o per affermare la loro autonomia. In età prescolare i piccoli non sono ancora in grado di tradurre in parole ciò che stanno vivendo e, quando avvertono emozioni di rabbia, tendono frequentemente a mettere in atto comportamenti aggressivi. In questi casi è bene che i genitori mantengano la calma, in modo da mostrare al bambino che sono in grado di gestire e accettare le sue emozioni e di essergli vicini anche nei momenti di maggior difficoltà. Infatti, per i bambini è importante poter esprimere anche le emozioni che appaiono negative e sapere che la loro rabbia, per quanto spaventosa, può essere tollerata da mamma e papà. Se possibile è bene cercare di tranquillizzare il piccolo e rassicurarlo, solo successivamente si può provare a parlargli di quello che è successo, aiutandolo, in modo semplice o attraverso il gioco, a capire cosa lo ha fatto arrabbiare e a dare un nome alle sue emozioni. Il bambino stesso potrà essere turbato dalle sue reazioni e potrà chiedere ai genitori di tornare più volte, con i suoi tempi, sull’argomento per padroneggiarlo e comprenderlo. In questo modo si costruiranno man mano le basi per affrontare in modo diverso le frustrazioni e le difficoltà.
E se si comporta in modo aggressivo all’asilo? I comportamenti aggressivi possono presentarsi anche in situazioni sociali, ad esempio quando il bambino si trova all’asilo o alla scuola materna, e deve condividere giochi e spazi con i propri coetanei. Se si tratta di episodi occasionali è bene che siano considerati parte del processo di crescita, evitando di caricarli di eccessiva ansia o preoccupazione. I bambini, infatti, nelle prime esperienze con i coetanei, si sperimentano, provano a mettere in atto diversi tipi di comportamenti e ne osservano le conseguenze. Tuttavia, possono anche esserci situazioni in cui un bambino si comporta frequentemente in modo aggressivo, destando la preoccupazione delle insegnanti o degli altri genitori. Può accadere, inoltre, che le azioni provocatorie o rabbiose del bambino portino i coetanei ad allontanarsi e ad isolarlo, aumentando le sue difficoltà relazionali.
Come affrontare queste situazioni? In questi casi è bene che i genitori provino a capire, magari insieme alle maestre, se il piccolo sta affrontando un periodo di particolare fatica o difficoltà. I comportamenti aggressivi e prepotenti possono essere un segnale di un’interazione problematica con gli altri e spesso tendono a mascherare paure e insicurezze. I genitori, pur facendo sempre notare la propria disapprovazione per il comportamento messo in atto (e non per il bambino), dovrebbero cercare di comprendere le difficoltà e le fatiche che possono aver causato aggressività e crisi di rabbia, mostrando al piccolo la propria vicinanza. Meglio evitare eccessive sgridate o dure punizioni, che rischiano di inasprire il comportamento e, al contrario, privilegiare il dialogo (che permette al bambino di iniziare ad accostarsi al suo mondo emotivo) e la valorizzazione dei comportamenti positivi. Infine attraverso i propri comportamenti i genitori possono essere un importante esempio per i propri figli; vedere che mamma e papà riescono a gestire in modo costruttivo la propria rabbia aiuta i bambini ad imparare a fare altrettanto.