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Come gestire piccole bugie dei bambini

I bambini, fin dall’età prescolare, raccontano ai loro genitori versioni personali di ciò che accade loro, all’interno delle quali fantasia e realtà si confondono. Si tratta di rielaborazioni originali (e fisiologiche per l’età) che trovano spiegazione in parte nell’assenza di una chiara distinzione tra fantasia e realtà e in parte nella difficoltà a collocare gli eventi nel tempo. Può quindi accadere che la descrizione fatta dal bambino della gita al mare si arricchisca di elementi di fantasia o di fatti reali avvenuti, però, in altre occasioni, magari settimane prima. Queste descrizioni non si configurano come vere e proprie bugie, poiché non nascono dall’intento di ingannare l’interlocutore, ma dalla creatività del piccolo e dal suo iniziale tentativo di affermare sé stesso. Allo stesso tempo, bambini in età prescolare, tendono frequentemente a non fornire risposte veritiere a domande che riguardano la loro giornata, o ad attribuire ad altri le loro piccole marachelle. In questa fase è opportuno evitare di sgridare il bambino o di pretendere che ammetta la verità; si può invece far presente, con dolcezza, come mai un determinato comportamento è inappropriato (ad esempio se il bambino nega di aver buttato per terra le posate si potrà dire “guarda, adesso le posate sono per terra e non si possono più usare per fare la pappa”).

Con l’avvicinarsi all’età scolare il bambino, comprendendo che le altre persone non possono conoscere il suo pensiero, rafforza la sua autonomia e la sua differenziazione dai genitori e il ricorso a piccole bugie diviene più consapevole. In questa fascia di età il ricorso alla bugia si configura prevalentemente come una modalità per discolparsi, evitare rimproveri e mantenere l’affetto, la stima e la considerazione di mamma e papà. In ogni caso sappiamo che l’utilizzo di una bugia, anche piccola, indica che il bambino fatica a gestire la situazione per insicurezza o sfiducia nella propria possibilità di affrontare i rimproveri o la delusione del genitore. Quindi, tenendo a mente questi aspetti, è bene adottare un atteggiamento fermo, ma sereno, per evitare che il bambino si chiuda in sé stesso aumentando le proprie insicurezze. I genitori, ponendosi in ascolto del figlio, potranno cogliere il messaggio veicolato dalla piccola bugia: ad esempio il bambino potrebbe avvertire la presenza di aspettative troppo elevate che teme di deludere, potrebbe voler raggiungere determinati vantaggi o considera eccessive le richieste del genitore. Mamma e papà potranno allora interrogarsi su come ridurre il divario tra le aspettative del bambino e quelle delle persone che lo circondano e su come aiutarlo ad avere più fiducia in sé stesso e nella propria possibilità di affrontare le difficoltà.

Infine, durante la preadolescenza, i genitori potranno assistere a una graduale riduzione della condivisione che corrisponde a un crescente grado di indipendenza. Potranno verificarsi situazioni in cui il ragazzo utilizzerà occasionali menzogne, magari per evitare di comunicare voti negativi o note prese a scuola; finché si tratta di episodi occasionali è importante evitare di allarmarsi, esplicitando tuttavia il dispiacere che tale comportamento ha causato in voi e ribadendo di volta in volta, con pazienza, il valore della sincerità e della fiducia.

Ma, in linea generale, come possiamo prevenire e affrontare il ricorso alle bugie? Un aspetto importante da tenere a mente è che spesso sono proprio gli adulti che, spinti da un desiderio di protezione, tendono a dare informazioni non vere ai loro bambini, per evitare loro dispiaceri. In realtà sappiamo che, per sostenere il benessere del bambino e la sua fiducia negli altri, è opportuno parlargli con sincerità di ciò che lo riguarda, con l’accortezza di scegliere una terminologia e un livello di approfondimento appropriati per l’età e di mantenere opportuna riservatezza su tutti quegli argomenti che riguardano aspetti personali della vita di mamma e papà. Per sostenere il bambino nel valorizzare la verità e aiutarlo a comprendere l’importanza di assumersi le proprie responsabilità si può inoltre ricorrere all’aiuto di libretti sul tema o, a seconda dell’età, al racconto di favole classiche (come ad esempio “al lupo al lupo” o “Pinocchio”). Infine, qualora ci si rendesse conto che le bugie derivano dalla presenza di un periodo particolarmente stressante o da aspettative eccessive, può essere opportuno cercare di alleggerire le richieste, aiutando al contempo il bambino a trovare delle modalità più utili per affrontare le difficoltà.