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Come comportarsi se il bambino è prepotente

Durante la crescita i bambini si trovano ad affrontare il difficile compito di coniugare la naturale esigenza di affermare sé stessi con la necessità di rispettare le regole e costruire relazioni sociali positive. Per questo motivo, già nei primi anni di vita, possiamo osservare come i piccoli provino a far valere la propria autonomia, testando i limiti e le regole imposte dai genitori. Sappiamo che, in alcune occasioni, tali spinte possono esprimersi anche attraverso atteggiamenti oppositivi, prepotenti o con importanti esternazioni emotive che, con l’esperienza e grazie all’aiuto dei genitori, i bambini impareranno gradualmente a modulare.

I comportamenti prepotenti o oppositivi manifestati dai bambini possono trasformarsi in un’occasione, per mamma e papà, per aiutare i figli a individuare modalità relazionali più rispettose e adeguate. Per fare questo è importante che i genitori adottino un atteggiamento accogliente e non giudicante, individuando il modo migliore per spiegare ai bambini che ci sono diversi modi per esprimere gli stessi concetti e ognuno di essi avrà un effetto diverso sull’interlocutore. Ad esempio, se il bambino strappa di mano un gioco al fratello urlando arrabbiato “è mio!”, mamma e papà potranno aiutarlo a comprendere i vissuti emotivi del fratello e a individuare modalità più funzionali di far valere le proprie esigenze. In questo modo, gradualmente, i piccoli impareranno che è giusto esprimere il proprio punto di vista, ma che deve essere fatto mantenendo il rispetto e l’educazione verso gli altri.

Con questo scopo può essere utile proporre ai bambini dei giochi di ruolo, durante i quali sperimentarsi nell’utilizzare modalità relazionali non prepotenti, anche suggerendo loro strategie alternative per gestire le situazioni (ad esempio anziché interrompere in malo modo la mamma che sta parlando con altre persone, prenderle la mano per farle capire che si desidera la sua vicinanza e la sua attenzione). Inoltre, in caso di richieste mal poste dal bambino, si può intervenire in modo che trovi, in autonomia, il modo di riformularle (ad esempio dicendogli “come potresti chiederlo in modo più gentile?”). In ogni caso, anche quando si sgrida il bambino, è bene sottolineare sempre che lo si apprezza e gli si vuole bene, rimarcando che non si considera sbagliata la sua persona, ma solo un suo comportamento; così il piccolo, sicuro dell’amore di mamma e papà, potrà impegnarsi per migliorarsi. A questo proposito teniamo anche a mente che è bene evitare di rimproverare il bambino in pubblico, poiché si finirebbe solo con l’aumentare i suoi vissuti negativi di vergogna, rischiando di incrementare i comportamenti indesiderati; al contrario, è meglio intervenire in modo pacato durante l’evento e approfondire poi l’argomento successivamente, quando il bambino sarà da solo (ad esempio se il bambino spinge via un compagno da una fila per prendere il suo posto ed evitare l’attesa è bene chiedergli gentilmente di aspettare il suo turno e riprendere successivamente il discorso solo con il bambino), ricordando sempre che il cambiamento nei comportamenti richiederà del tempo e molta pazienza e costanza da parte di mamma e papà.

Può anche accadere, tuttavia, che i bambini continuino a manifestare atteggiamenti oppositivi o prepotenti, che possono andare a compromettere le loro relazioni sociali e il benessere familiare. In questi casi è importante interrogarsi su quali possono le motivazioni alla base del comportamento del bambino, che frequentemente risiedono nel dover affrontare un periodo particolarmente faticoso, spesso connesso a cambiamenti (assenza di un genitore, traslochi, nascita di un fratellino) o a situazioni di stress e tensione (rottura di una relazione di amicizia, malattie, tensioni tra i famigliari). In molti casi gli atteggiamenti prepotenti originano dalla difficoltà che il piccolo incontra nel tollerare e gestire in modo più funzionale la propria insicurezza e le emozioni negative. Una volta inquadrate le difficoltà che il bambino sta incontrando (e, se possibile, aver ridotto lo stress vissuto dal piccolo) si possono adottare alcuni accorgimenti. Innanzitutto, per ridurre le modalità prepotenti e provocatorie, è bene, almeno per un primo periodo, limitare le occasioni in cui si riprende il bambino (in modo da interrompere il circolo vizioso della sfida), distinguendo i comportamenti realmente gravi, da quelli che possono essere sdrammatizzati; nei casi in cui si presenta la necessità di sgridarlo, magari per ribadire i limiti e le regole della famiglia, è bene farlo in modo chiaro, adottando una modalità che sia al contempo autorevole ed empatica. Inoltre, con l’obiettivo di aumentare l’autostima del bambino e aiutarlo a fronteggiare un periodo di stress, mamma e papà possono cercare di aumentare il tempo dedicato al piccolo, promuovendo occasioni in cui lodarlo, riconoscendo i suoi sforzi e condividendo con lui attività piacevoli.