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Cartoni animati: esempi positivi e esempi negativi (da Masha e Orso ai supereroi)

I bambini apprendono da ciò che vedono e sentono intorno a loro e, quindi, anche dai programmi televisivi e dai cartoni animati, che hanno oggi un importante ruolo pedagogico. Sappiamo, infatti, che i piccoli vengono influenzati da ciò che guardano in televisione, in misura crescente quanto più l’esposizione è quotidiana e prolungata. Spesso un bambino si identifica con i personaggi dei cartoni animati e utilizza ciò che vede per integrare le sue informazioni su come muoversi nel mondo e reagire a ciò che gli accade, imitando i suoi personaggi preferiti e mettendo in scena ciò che gli è rimasto impresso. Dalla letteratura emerge come, fin dall’età prescolare, i bambini immersi in programmi televisivi non violenti e che veicolano messaggi positivi sviluppano maggiori competenze e comportamenti prosociali, mentre i bambini esposti a contenuti violenti tendono a sviluppare comportamenti aggressivi. Questi apprendimenti si consolidano nella mente del bambino e possono poi essere difficili da modificare; un bambino può imparare che la violenza può essere utilizzata come modalità per risolvere i problemi o, al contrario, se esposto a modalità prosociali di gestione delle difficoltà, può imparare a condividere, a cercare aiuto o a usare le parole anziché le azioni. Questo processo, che inizia in età prescolare, prosegue durante l’età scolare e l’adolescenza andando a contribuire alla formazione dell’identità. Dalle ricerche sappiamo, inoltre, che l’esposizione a cartoni animati dai ritmi incalzanti, con continui cambi di scenario, riduce, nel periodo immediatamente successivo alla visione del cartone, le funzioni esecutive del bambino con particolare impatto su attenzione e concentrazione, come probabile effetto della sovrastimolazione.
Per questi motivi è bene che mamma e papà propongano ai loro bambini programmi televisivi appositamente studiati per la loro fascia di età, in grado di trasmettere messaggi chiari e comprensibili e di offrire modelli e valori a cui ispirarsi. In età prescolare è utile prediligere cartoni brevi, che rispettino i tempi di attenzione del bambino, con disegni semplici e stilizzati e una trama lineare, possibilmente relativa a tematiche che il bambino incontra nella quotidianità. Queste caratteristiche sono presenti in molti cartoni pensati proprio per bambini in età prescolare, quali Peppa Pig, La Pimpa o Masha e Orso. In Peppa Pig, personaggio molto amato dai bambini, vengono proposte storie semplici, centrate sulla vita quotidiana e sulla famiglia, all’interno delle quali sono trattati temi quali esplorare l’ambiente circostante, l’amicizia, le regole, la vita in famiglia, l’alimentazione, in un modo semplice e comprensibile oltre che argomenti specifici quali l’arrivo di un fratellino o una visita medica. Anche La Pimpa accompagna i bambini in avventure adatte alla loro età, proponendo di volta in volta temi originali e fantasiosi, inoltre, sia ne La Pimpa che in Masha e Orso viene rappresentata una relazione di cura, come quella genitore-figlio, forte e costante, nonostante piccole incomprensioni, errori e marachelle messi in atto dalle protagoniste. Altri cartoni (come ad esempio La casa di Topolino) propongono modalità interattive volte a stimolare il coinvolgimento del bambino che, da spettatore passivo, sembra poter contribuire nell’aiutare i protagonisti a risolvere problemi e difficoltà. Con la crescita i bambini spesso chiedono di guardare cartoni più movimentati, di cui magari hanno sentito parlare a scuola; per scegliere di volta in volta se il contenuto del cartone è adatto, è bene che i genitori guardino la televisione insieme ai propri figli, in modo da sapere quali messaggi e valori vengono loro veicolati e poter aiutare i bambini a comprendere e gestire eventuali aspetti complessi o disturbanti. In conclusione è importante ricordare che, in linea generale, oltre a proporre sempre programmi adeguati all’età del bambino, bisogna stabilire alcune regole chiare per un corretto utilizzo della televisione; quali un tempo preciso e limitato (che può essere di circa un’ora al giorno, meglio se lontano dal momento della nanna), uno spazio e un luogo definito (non utilizzare la televisione durante i pasti o in camera da letto), quando possibile guardare insieme i programmi per favorire l’elaborazione e un atteggiamento attivo, evitare l’assunzione di cibo davanti alla televisione e favorire l’interesse per attività alternative (leggere, uscire, fare giochi creativi e di fantasia).