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L’utilizzo del burro nella dieta del bambino

Il burro è un alimento su cui si sente discutere molto, spesso (soprattutto in passato) demonizzato come maggiore imputato dell’eccessivo aumento di peso o del rialzo della colesterolemia.
Ricordiamo invece che sono la complessità della dieta e lo stile di vita sedentario a determinare squilibri nel bilancio energetico e dei nutrienti, favorendo così sovrappeso, obesità e disordini metabolici.
Questo vale per l’adulto e anche per il bambino fin dalla tenera età.
Se analizziamo la composizione del burro scopriremo che contiene il 16% di acqua e l’83 % di materia grassa e circa 1% tra proteine, carboidrati e Sali minerali, sfatando quindi il mito che il burro faccia ingrassare più dell’olio. Fornisce infatti 760 kcal ogni 100 g e non 900 kcal come tutti gli oli. Circa la metà dei grassi del burro sono di tipo saturo, e questo è il motivo per cui si consiglia di non abusarne anche se si tratta di acidi grassi saturi a corta catena. Nella dieta dei nostri bambini i grassi saturi non dovrebbero superare il 10% delle kcal giornaliere. Non dimentichiamoci però che ci sono molti altri alimenti che apportano questo tipo di acidi grassi saturi ma a media e lunga catena: salumi, carni grasse, formaggi, margarine,…e in alcuni oli vegetali tropicali (spesso impiegati dall’industria per produrre snack dolci o salati) il contenuto di grassi saturi supera quello del burro! Forse allora la sostituzione del burro con la margarina (e i suoi grassi “trans”) o con olio di cocco e palma non è vantaggiosa! Inoltre il burro è un alimento ricco di vitamina A e colesterolo.
In conclusione, rimanendo ferma la supremazia dell’olio di oliva come condimento principe, si può pensare di sostituirlo talvolta con un cucchiaino di burro a crudo per condire una pasta in bianco (gli acidi grassi a catena corta lo rendono molto digeribile a crudo) o con quel pezzettino di burro per preparare una torta per la colazione! Cercate invece di non utilizzarlo per le fritture a temperatura elevata per via del basso punto di fusione e per la produzione di composti tossici (acroleina), e di conservarlo correttamente in frigorifero e al riparo dalla luce.