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L'alimentazione durante l'uso di antibiotici

La somministrazione di antibiotici è talora necessaria sebbene spesso siano assunti in modo inappropriato. Quindi è importante assumerli solo su consiglio del medico e in quantità, tempi e modi prescritti. L’eccessivo consumo di antibiotici sia da parte dell’uomo sia degli animali da allevamento ha comportato la crescita di fenomeni di resistenza e quindi di inefficacia del trattamento antibiotico nel corso di infezioni un tempo ben rispondenti alla cura. L’incremento dell’antibiotico-resistenza è un fenomeno preoccupante su scala globale e costituirà un serissimo problema di salute pubblica nel prossimo futuro.
L’antibiotico ha lo scopo di arrestare la crescita o di uccidere i batteri (o i funghi) a lui sensibili. Questo comporta che altri batteri non sensibili a quel particolare antibiotico possano crescere maggiormente. Il trattamento antibiotico causa quindi modificazioni nella composizione della flora batterica intestinale, con la possibile comparsa di problemi anche seri per l’organismo.
L’alimentazione durante e dopo l’assunzione di un ciclo di terapia antibiotica può giocare un ruolo importante sia per ottimizzare l’azione del farmaco che per ridurre i possibili effetti indesiderati conseguenti alla sua assunzione.
Poiché il metabolismo del farmaco interessa fegato e reni, è bene seguire una dieta leggera allo scopo di limitare il sovraccarico funzionale di questi organi. E’ quindi utile evitare alcool e cibi ricchi in grassi e proteine (fritti, arrosti, salumi, creme, formaggi grassi e stagionati), che necessitano una digestione prolungata e di un intenso lavoro di metabolizzazione epatica e renale. Bene anche limitare alimenti che spesso interagiscono con gli antibiotici quali caffe, the, e altre bevande contenenti caffeina, e il cioccolato.
In termini generali è quindi bene seguire una dieta varia con cibi freschi e leggeri (verdura, frutta, pesce, carne magra, yogurt, riso e altri cerali) e bere acqua e the deteinato. Utile l’assunzione di probiotici (fermenti lattici) al fine di limitare la disbiosi intestinale, secondaria all’assunzione dell’antibiotico. In caso della comparsa di diarrea consultare sempre il medico.