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Il latte di proseguimento: quando darlo?

Il latte materno rappresenta il miglior alimento per il neonato, come alimento esclusivo per i primi 4-6 mesi di vita e inserito in una dieta più varia dopo lo svezzamento.
Tuttavia, quando ci sono impedimenti all’allattamento al seno o alcune malattie materne o la madre decida di interrompere l’allattamento al seno, diventa necessario ricorrere al latte formulato.
In commercio troviamo le formulazioni di partenza che si chiamano “latti di partenza" o “latti 1” e quelle "di proseguimento" dette anche “latti 2”.
Le formule di proseguimento possono essere offerte ai bambini a partire dai 4-6 mesi di vita. In questa fascia d’età sono il più adeguato sostituto del latte materno, in quanto l’alternativa del latte vaccino è sconsigliata fino ai 12 mesi di età. Infatti il latte di mucca ha un contenuto troppo elevato di proteine (3.5 g per 100 g) ed è troppo povero di ferro. Al contrario queste formule hanno un contenuto proteico intorno a 1.2-1.4 g per 100 g e sono integrate di ferro, vitamine e acidi grassi essenziali (come il linoleico e il linolenico).
Le varie formule, pur tutte rispettando i limiti di legge, presentano delle diversità in composizione che vanno considerate.
I latti formulati sono disponibili in forma liofilizzata, che necessitano di diluizione prima del consumo, o liquida, quindi già diluita e pronta per l’uso.
Quelli in polvere hanno il vantaggio di durare a lungo e di avere un ingombro limitato. Quelli diluiti, invece, hanno il vantaggio di non lasciare margini di errore durante la diluizione e la praticità.
In ogni caso, per la scelta del latte di proseguimento più idoneo ad ogni bambino, è fondamentale consultare il proprio pediatria di fiducia.