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I dolci della festa di Santa Lucia

“Cara Santa Lucia,…” è così che iniziano le migliaia di letterine che altrettanti bambini scrivono alla santa siracusana, attendendola con ansia e trepidazione nella notte tra il 12 e il 13 dicembre.
Infatti, in alcune città italiane, fra le quali anche Verona, in quella notte magica la santa vestita di bianco e accompagnata dal suo asinello passa di casa in casa a lasciare doni a tutti i bambini, che intanto dormono nei loro caldi lettini. L’emozione sarà grande negli occhi di genitori e figli che troveranno la tavola imbandita di regali e magari proprio di quelli che desideravano!

Oltre a giochi, giocattoli, libri, vestiti e accessori, la tradizione vuole che Santa Lucia doni a grandi e piccini anche dei dolcetti: i tipici frollini con zucchero a velo, caramelle di ogni sapore e colore, cioccolatini, barrette, “carbone dolce” per i più indisciplinati e chi più ne ha più ne metta!
Dal punto di vista nutrizionale, questi piatti carichi di dolciumi, costituiscono delle fonti concentrate di energia, sottoforma di grassi (spesso di tipo saturo o trans, proprio quelli che dovremmo imparare a limitare fin da piccoli) e zuccheri semplici, nutrienti che non dovrebbero superare il 10-15 % dell’apporto calorico della giornata. E di fronte ad alimenti così palatabili sappiamo quanto sia facile farsi prendere la mano e cedere all’abuso: le mamme spesso riportano:” ne ha mangiate – riferendosi ad esempio alle caramelle- finché non sono finite!”.

Quindi, senza voler rovinare l’atmosfera speciale di quella mattina d’inverno, un’idea potrebbe essere quella di decorare il piatto non solo con dolci ma anche con frutta stagionale come mandarini e melograni o con frutta oleosa come noci e mandorle e perché no anche con bigliettini magari scritti e autografati da Santa Lucia e cosparsi di magica polvere dorata.