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Gli pseudo-cereali nella dieta del bambino

Gli pseudo-cereali dal punto di vista botanico, non sono cereali veri e propri perché non appartengono alla famiglia delle Graminacee.
Hanno però dei semi e delle caratteristiche nutritive simili a quelle di altri cereali e vengono quindi considerati e utilizzati come tali.
Hanno elevate proprietà nutrizionali in quanto ricchi di carboidrati, buone proteine, fibre e minerali e un indice di sazietà elevato, caratteristica comune a tutti i cereali in chicchi.
Non contengo glutine quindi sono ideali per coloro che hanno la celiachia. Inoltre la loro elevata digeribilità li rende adatti alla preparazione delle pappe durante lo svezzamento e alla preparazione di zuppe e minestre per convalescenti e anziani. Li troviamo in vendita in molti supermercati ma prevalentemente nei negozi di alimentazione biologica. Gli pseudo cereali più comunemente usati sono: quinoa, amaranto e grano saraceno.
Ecco una loro breve descrizione:

Quinoa: alimento base per le popolazioni andine, particolarmente ricca di proprietà nutritive. I semi contengono circa il 60 % di carboidrati e l’11% di proteine di valore biologico piuttosto alto. Ricca in fibre e minerali come fosforo, magnesio ferro e zinco e grassi in prevalenza insaturi. Per la sua digeribilità è adatta a tutti, in particolare bambini e anziani. Può essere utilizzata per preparare zuppe o minestre o per accompagnare legumi e verdure. Dalla quinoa si ricava inoltre una farina adatta a preparare piatti dolci.

Amaranto: pianta originaria del centro America. Ricco in proteine, fino al 16%, con elevato valore biologico. Ha un elevato contenuto di calcio, fosforo, magnesio, ferro e fibre. I semi possono essere utilizzati per zuppe e minestre a base di legumi e verdure. L’amaranto dovrebbe essere abbinato sempre ad altri cereali per evitare che diventi gelatinoso, tostato, oppure se ne ricava una farina, che essendo però priva di glutine va unita ad altre (ad esempio di farro e grano) per poter lievitare.

Grano saraceno: a dispetto del nome non ha nulla a che vedere con il grano. E’ originario della Cina, molto utilizzato nell’ Europa orientale e in alcune zone italiane di montagna. Buono il contenuto di proteine che contengono tutti gli otto aminoacidi essenziali in proporzione ottimale, buona la quantità di fibre e di minerali, soprattutto manganese e magnesio. Si consuma nelle minestre, specialmente di verdure, e, in forma di farina, per la polenta, le crespelle e la preparazione di pasta alimentare ( come i pizzoccheri della Valtellina) e la polenta taragna.