L’età dei perché

A partire dai due anni, quando cioè il bambino affianca alla consapevolezza del mondo che lo circonda l’acquisizione delle basi del linguaggio, inizia un periodo che si caratterizza per la tendenza a porsi (e a porre agli altri) molte domande sulla realtà circostante

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I modi di chiedere aiuto da parte dei bambini (il pianto, i comportamenti 'spia' etc...)

I bambini piccoli non sono in grado di manifestare emozioni e bisogni attraverso l’uso della parola e si trovano ad utilizzare il pianto e il corpo per esprimere le proprie necessità e le proprie reazioni a ciò che li circonda. Il pianto, quindi, è un comportamento fisiologico, che non deve essere interpretato come un campanello di allarme, ma come una delle poche modalità di cui il bambino dispone per chiamare vicino a sé i suoi genitori in modo che possano consolarlo e capire ciò di cui ha bisogno.

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Leggere ai bambini: quanto è importante cominciare fin da piccolissimi

Numerose evidenze scientifiche sottolineano l’importanza della lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita del bambino. Sappiamo, infatti, che esiste una correlazione significativa tra la lettura fin dalla tenera età e il successivo sviluppo cognitivo e delle competenze linguistiche. Un bambino, già dai primi mesi di vita, può seguire la lettura dei libri osservando le figure, ascoltando la voce dell’adulto e toccando ciò che vede. L’interesse del bambino può essere sostenuto dal genitore attraverso la modulazione del suono della voce e la denominazione degli oggetti che vengono man mano indicati dal piccolo.

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Perché i bambini sono abitudinari

I bambini incontrano ogni giorno una moltitudine di novità con cui confrontarsi, da cui apprendere e su cui interrogarsi; queste affascinanti scoperte sono sicuramente stimoli per la crescita, ma possono anche comportare stress e fatica. Sappiamo che i bambini possono affrontare più serenamente attività nuove o cambiamenti se hanno delle abitudini rassicuranti cui fare ritorno dopo una giornata di avventure. Per creare un ordine all’interno della caoticità degli eventi e del tumulto delle emozioni i piccoli si basano anche sulle loro routine; il ripetersi di rituali quotidiani, infatti, è rasserenante, consente loro di scandire il corso della giornata e di anticipare ciò che succederà. Grazie alla presenza di abitudini familiari i bambini si sentono più sicuri e in grado di padroneggiare e gestire gli avvenimenti, con importanti vantaggi sia in caso di piccoli cambiamenti in eventi quotidiani che nel caso in cui si presentino cambiamenti più importanti o inaspettati (assenza temporanea di un genitore, cambio di scuola).

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Gestire i gemelli e le loro diversità

Sappiamo che il fenomeno delle gravidanze gemellari è in costante aumento, anche a causa del maggior ricorso a tecniche di fecondazione medicalmente assistita. Sempre più genitori, quindi, una volta scoperto di essere in attesa di due bambini, si trovano a confrontarsi con numerosi dubbi e interrogativi, che vanno dall’organizzazione logistica della vita familiare alle modalità di salvaguardare il benessere psicofisico dei figli. Sicuramente crescere due gemelli, soprattutto durante il primo anno di vita, può essere molto faticoso; per favorire la serenità della famiglia è bene che mamma e papà dedichino del tempo a predisporre accorgimenti, anche di tipo organizzativo.

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Bimbi: Se soffrono di allergie primaverili come aiutarli a superare i fastidi

Durante la primavera e l’estate, con la presenza di pollini nell’aria, molte persone, adulti e bambini, presentano reazioni allergiche che possono comportare sintomi quali raffreddore, bruciore agli occhi e, in alcuni casi, asma. La presenza di questa sintomatologia può causare fastidi e irritazione nei bambini, limitando la possibilità di trascorrere notti serene e comportando difficoltà di concentrazione durante il giorno. Purtroppo questo tipo di allergia si presenta proprio nel periodo in cui i bambini potrebbero maggiormente beneficiare della possibilità di trascorrere il proprio tempo all’aria aperta e in contatto con la natura. Quali accorgimenti possono adottare i genitori di bambini che soffrono di allergia?

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Il rifiuto psicologico di alcuni alimenti: le preferenze dei bambini

Con la crescita i bambini manifestano sempre più l’esigenza di affermare se stessi, i propri gusti e le proprie preferenze; per quanto riguarda il cibo, questo atteggiamento può tradursi nel rifiuto degli alimenti meno graditi. In molti casi la tendenza del bambino a rifiutare alcuni cibi crea tensioni all’interno della famiglia e apprensione nei genitori che, spesso particolarmente sensibili al tema dell’alimentazione, vivono il timore che il proprio bambino non si nutra adeguatamente.

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Comportamenti aggressivi dei bambini all’asilo

La rabbia è un’emozione naturale con cui sia gli adulti che i bambini si trovano a confrontarsi, ciò che può cambiare è la modalità con cui ciascuno gestisce ed esprime le intense emozioni che sta vivendo. Nei bambini la rabbia può essere un modo per esprimere i vissuti che sperimentano di fronte a un rifiuto o per affermare la loro autonomia. In età prescolare i piccoli non sono ancora in grado di tradurre in parole ciò che stanno vivendo e, quando avvertono emozioni di rabbia, tendono frequentemente a mettere in atto comportamenti aggressivi.

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