Perché è importante che i genitori si concedano del tempo per stare da soli

L’arrivo di un bambino comporta numerosi cambiamenti per i neogenitori, che si trovano a confrontarsi con nuovi impegni e responsabilità, in un momento in cui devono affrontare una fase di particolare fatica fisica e di importanti cambiamenti emotivi. Solitamente, quindi, accanto alla gioia dell’essere diventati genitori, sono presenti numerose emozioni, connesse all’improvviso radicale cambiamento delle proprie abitudini e dell’organizzazione familiare.

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Cartoni animati: esempi positivi e esempi negativi (da Masha e Orso ai supereroi)

I bambini apprendono da ciò che vedono e sentono intorno a loro e, quindi, anche dai programmi televisivi e dai cartoni animati, che hanno oggi un importante ruolo pedagogico. Sappiamo, infatti, che i piccoli vengono influenzati da ciò che guardano in televisione, in misura crescente quanto più l’esposizione è quotidiana e prolungata. Spesso un bambino si identifica con i personaggi dei cartoni animati e utilizza ciò che vede per integrare le sue informazioni su come muoversi nel mondo e reagire a ciò che gli accade, imitando i suoi personaggi preferiti e mettendo in scena ciò che gli è rimasto impresso.

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Il ruolo del papà nei primi mesi di vita

L’arrivo di un figlio, in particolare di un primo figlio, comporta profondi mutamenti nella vita dei neogenitori, oltreché variegate e intense emozioni. Durante i primi mesi di vita i neonati trascorrono solitamente molto tempo con la madre, sia per esigenze di nutrimento e cura, sia poiché, nella nostra cultura, viene riconosciuta alla donna maggior possibilità, anche dal punto di vista lavorativo, di prendersi cura del piccolo nei mesi successivi alla nascita.

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Perché è importante mettere in ordine i giochi

I bambini, molto impegnati a giocare ed esplorare ciò che li circonda, spesso trasformano gli ambienti di casa in caotiche ludoteche, rovesciando in pochi secondi scatole di giochi e apparendo a loro agio nella confusione creata. In molti casi i genitori tendono a sostituirsi ai figli nel compito di riordinare, con l’obiettivo di velocizzare l’attività, evitare discussioni e ottenere risultati migliori.

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Saper dire no anche ai più piccoli

Man mano che il bambino cresce, iniziando a compiere in autonomia movimenti finalizzati a uno scopo e ad esplorare l’ambiente che lo circonda, emergono all’interno della famiglia numerosi interrogativi sull’educazione e la disciplina. Sappiamo che è bene intervenire per guidare i comportamenti del bambino fin dalla più tenera età, e non soltanto in merito ai comportamenti più pericolosi (pensiamo a un “no” nel momento in cui il piccolo sta per toccare qualcosa di caldo), ma anche per tutto ciò che riguarda il rispetto degli altri e l’educazione.

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Quante buone ragioni per non riempire i bimbi di impegni

In passato i bambini tendevano a trascorrere molto tempo giocando in autonomia, mentre oggi è consuetudine proporre ai propri figli, anche molto piccoli, diverse attività strutturate. Spesso mamma e papà, avendo a disposizione una ricca offerta di attività extrascolastiche rivolte ai bambini, sono portati a iscrivere i propri figli a numerosi corsi, con l’obiettivo di offrire loro gli stimoli migliori e il timore di limitarli non iscrivendoli ad una determinata attività.

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Il mal di pancia in età scolare

I bambini in età scolare soffrono frequentemente di episodi di mal di pancia; in alcuni casi il malessere può essere simulato dal bambino con l’obiettivo di non andare a scuola, ma nella maggior parte delle situazioni è presente un reale dolore fisico che può avere una causa organica o psicologica.

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La capacità di concentrazione: come funziona nei bambini in età prescolare

I bambini piccoli, impegnati a scoprire ed esplorare il mondo che li circonda, spesso faticano a concentrarsi su una singola attività e vengono distratti molto facilmente. Gradualmente, durante i primi anni di vita e con modalità variabili da bambino a bambino, si sviluppano le capacità di attenzione e concentrazione; così, mentre un bambino a due anni tende a passare da un gioco all’altro dedicando ad ogni attività pochi minuti, verso i quattro anni sarà in grado di triplicare il tempo dedicato a una specifica attività.

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